Druhé, ktož by sě chtěl za mistra posaditi, aby sě v přijímání skutečném těla a krve pána našeho Jhesu Crysta pod obojí spósobú srovnával časy svými s jinými obyvateli našimi vedle kompaktat a smluv s svatým concilium Bazilejským, a aby přinesl list svého zachovánie, odkud jest rodem, že jest z poctivých a dobrých rodičuov a že se jest dobře zachoval, kdež jest prvé obýval, a to pro čest toho řemesla; potom aby řemeslo svú rukú udělané okázal mezi mistry, zejména tři sedla, jedno s kostmi, druhé pošité všecko, třetie povlečené z sucha, na jich pochválenie; a když to učiní a přijat bude za mistra, aby sobě od pánuov práva městského dobyl a do cechu mistruom dal puol kopy grošuov a dvě libře vosku.
Třetie, kteráž jsú sedla za starodávna byla dělána v jednu kóži, ta mohú ještě dělána býti spravedlivě; také žádný mistr aby žádnými kostmi sedla vuokol neobkládal, kromě jeleních rohuov, opět ovčími kóžemi aby nepovláčil sedla žádného, než koží Benádckú, kromě pošitých sedel. Také kderýž by luk povlekl svinskú koží, aby naň nebil kosti nikdiež více kromě okolo hlavy. Item sedlo každé má býti dekováno břiezdú pod pokutú svrchupsanú. Také staré sedlo nemá býti prodáváno za nové pod túž pokutú; opět žádné sedlo nemá býti plátnem povlačováno ani svrchu ani vespod. Item kterýžby lukař bydlel v našem městě, nemá prodávati lukuov ven z města, leč by mistruom sedlářuom potřebie nebylo.
In secondo luogo, chi volesse diventare maestro, affinché nella vera comunione del corpo e del sangue di nostro Signore Gesù Cristo, sotto entrambe le specie, possa col tempo conformarsi agli altri nostri abitanti, secondo i Compattati e le convenzioni con il sacro concilio di Basilea, e porti la sua lettera di buona condotta, attestante che è di genitori onesti e perbene, e che era un bravo cittadino dove prima risiedeva, per l'onore del mestiere; quindi deve mostrare il lavoro fatto con le proprie mani ai maestri, in particolare tre selle, una con ossature, la seconda interamente cucita, la terza rivestita a secco, per la loro approvazione; e quando ciò sia fatto e sia accettato come maestro, deve ottenere il diritto di cittadinanza dai signori e dare alla corporazione dei maestri mezzo schock di grossi e due libbre di cera.
In terzo luogo, le selle che da tempo immemorabile sono state fatte con un solo cuoio possono continuare ad essere fatte in questo modo; inoltre nessun artigiano deve rivestire la sella con ossature diverse dalle corna di cervo, né rivestire la sella con pelle di pecora diversa da quella veneziana, eccetto nel caso di selle cucite. Inoltre, chiunque rivesta un arcione con pelle di maiale non deve inchiodarvi ossature se non attorno alla testa (pomo). Ogni sella deve essere rivestita con corteccia di betulla sotto la pena sopra indicata; inoltre una sella vecchia non deve essere venduta come nuova sotto la stessa pena. Inoltre, nessuna sella deve essere rivestita di tela né sopra né sotto. Inoltre, qualsiasi fabbricante di arcioni residente nella nostra città non deve vendere arcioni fuori dalla città, a meno che i maestri sellai non ne abbiano bisogno.
Nota: per “archi” in questo contesto si intende il palettone posteriore e il pomo. Il fabbricante di arcioni (in ceco „lukař“, in latino „arcuficis“) è l'artigiano che realizza le strutture portanti delle selle.